Mantovarchitettura

con Giulio Desiderio di MCA Mario Cucinella Architects
a cura di Chiara Agosti e Fortunato D’Amico

Desiderio indaga le relazioni tra architettura, ambiente e cultura, con attenzione particolare ai modelli progettuali che nascono dall’osservazione del mondo naturale e dalle esigenze sociali per ripensare il ruolo della tecnologia nella progettazione contemporanea.

La risposta ai grandi cambiamenti climatici e ambientali non può basarsi unicamente sugli strumenti tecnici disponibili, ma richiede una visione fondata su principi umanistici e su una profonda comprensione dei sistemi che regolano la vita. In questa prospettiva, le più recenti ricerche scientifiche sul funzionamento complesso del mondo vegetale diventano modello operativo per l’architettura: attraverso la capacità delle piante di combinare funzioni specializzate, si delineano nuove soluzioni progettuali che vanno oltre la semplice efficienza tecnologica e connettono storia umana e mondo vegetale, suggerendo un approccio culturale capace di restituire all’architettura la dimensione di pratica sociale, estetica ed etica.


with Giulio Desiderio of MCA Mario Cucinella Architects
curated by Chiara Agosti and Fortunato D’Amico

Desiderio investigates the relationships between architecture, environment, and culture, with particular attention to design models that arise from observing the natural world and from social needs, in order to rethink the role of technology in contemporary design.

The response to major climate and environmental changes cannot be based solely on the technical tools available, but requires a vision grounded in humanistic principles and in a deep understanding of the systems that regulate life. From this perspective, the most recent scientific research on the complex functioning of the plant world becomes an operational model for architecture: through the ability of plants to combine specialized functions, new design solutions emerge that go beyond mere technological efficiency and connect human history with the vegetal world, suggesting a cultural approach capable of restoring architecture to its dimension as a social, aesthetic, and ethical practice.