con Chiara Gatti e Daniel Borselli
a cura di Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi
L’evento “Arte pubblica come infrastruttura culturale del cambiamento climatico” propone una riflessione sul ruolo dell’arte pubblica come strumento strategico per interpretare, comunicare e accompagnare le trasformazioni ambientali e sociali in atto. Attraverso il confronto tra pratiche museali, politiche culturali e interventi nello spazio urbano, l’incontro indaga come l’arte possa agire non solo come dispositivo simbolico, ma come vera e propria infrastruttura culturale capace di incidere sui comportamenti, sulla percezione dei luoghi e sulla costruzione di una coscienza ecologica condivisa. Il dialogo tra Chiara Gatti, direttrice del MAN di Nuoro e del Museo Nivola ad Orani e Daniel Borselli Ph.D. e ricercatore in Arti visive, performative, mediali all’Università di Firenze, mette in luce esperienze, visioni e strategie attraverso cui l’arte contemporanea può contribuire a ripensare la città e il paesaggio come spazi di responsabilità collettiva e di azione culturale rispetto alla crisi climatica.
with Chiara Gatti and Daniel Borselli
curated by Massimo Ferrari and Claudia Tinazzi
The event “Public Art as Cultural Infrastructure for Climate Change” offers a reflection on the role of public art as a strategic tool for interpreting, communicating, and accompanying the environmental and social transformations currently underway. Through a dialogue between museum practices, cultural policies, and interventions in public space, the event explores how art can function not only as a symbolic device, but as a true cultural infrastructure—capable of influencing behaviors, reshaping the perception of places, and fostering a shared ecological awareness. The dialogue between Chiara Gatti, Director of MAN and the Museo Nivola and in Orani, and Daniel Borselli, PhD and researcher in visual arts, at the University of Florence, highlights experiences, visions and strategies through which contemporary art can help to rethink the city and the landscape as spaces of collective responsibility and cultural action in the face of the climate crisis.tion in response to the climate crisis.