con Lucia Rebolino di Foresic Architecture
a cura di Michela Pilotti
L’ecocidio è qui inteso come una condizione che emerge attraverso la distruzione e la trasformazione dei sistemi ambientali. La ricerca in corso di Forensic Architecture indaga questo processo a Gaza attraverso la progressiva riconfigurazione delle relazioni ecologiche. Piuttosto che considerare tali danni come collaterali, il lavoro inquadra l’ecocidio come una forma spaziale e di evidenza in cui la trasformazione ambientale diventa sia bersaglio sia mezzo di violenza. Attraverso remote sensing, ricostruzione 3D, simulazioni e analisi satellitari, la ricerca legge il paesaggio come un campo costruito, in cui suolo e acqua vengono militarizzati. In questo senso, l’ecocidio può essere inteso come un’operazione architettonica che riorganizza il territorio attraverso processi di cancellazione ed esposizione. La ricerca riflette su come queste trasformazioni possano essere lette a diverse scale come prova, contribuendo alla costruzione di nuove forme di imputabilità.
Ecocide is understood as a condition that emerges through the destruction and transformation of environmental systems. Ongoing research by Forensic Architecture investigates this process in Gaza through the progressive reconfiguration of ecological relations. Rather than treating such damage as collateral, the work frames ecocide as a spatial and evidentiary form in which environmental transformation becomes both a target and a medium of violence. Drawing on remote sensing, 3D reconstruction, simulation, and satellite analysis, the research reads the landscape as a constructed field where soil and water are weaponized. In this sense, ecocide can be understood as an architectural operation that reorganizes territory through processes of erasure and exposure. The research reflects on how these transformations can be reconstructed across scales and mobilized as evidence, contributing to emerging frameworks of accountability.