Mantovarchitettura

con Michelangelo Pugliese
a cura di Chiara Lanzoni

Nella complessità intrinseca del progetto di architettura del paesaggio, in un contesto segnato da instabilità ambientale, eventi estremi e trasformazioni rapide degli ecosistemi, il paesaggio emerge come un campo di azione “difficile”: dinamico, incerto e profondamente interconnesso con sistemi ecologici, sociali ed economici. Attraverso una selezione di progetti, Michelangelo Pugliese ci racconta come l’architettura del paesaggio possa rispondere a queste sfide attivando nuove forme di resilienza, adattamento e coesistenza tra natura e infrastrutture umane. Il seminario invita progettisti, ricercatori e studenti a confrontarsi con pratiche che superano la visione tradizionale del paesaggio come sfondo passivo, riconoscendolo invece come agente attivo, capace di influenzare e trasformare il progetto stesso. In questo senso, Landscape is Hard propone una riflessione operativa sul come progettare nel e con il cambiamento, accettando la complessità come condizione imprescindibile del fare paesaggio oggi.


with Michelangelo Pugliese
curated by Chiara Lanzoni

Within the inherent complexity of landscape architecture design, in a context marked by environmental instability, extreme events, and the rapid transformation of ecosystems, landscape emerges as a “difficult” field of action: dynamic, uncertain, and deeply interconnected with ecological, social, and economic systems. Through a selection of projects, Michelangelo Pugliese shows how landscape architecture can respond to these challenges by activating new forms of resilience, adaptation, and coexistence between nature and human infrastructure. The seminar invites designers, researchers, and students to engage with practices that move beyond the traditional view of landscape as a passive backdrop, recognizing it instead as an active agent capable of influencing and transforming the project itself. In this sense, Landscape is Hard offers an operational reflection on how to design within and with change, accepting complexity as an essential condition of landscape practice today.